Per il testamento biologico

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Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d’incoscienza. Non diamo a questa iniziativa alcun segno di appartenenza partitica, ma ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta. Mettiamo al centro l’esperienza personale, senza nessun altro riferimento ideologico. Vogliamo farci ascoltare da chi siede in parlamento e vota le leggi. L’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati. Siamo convinti, al di là degli steccati ideologici, che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana.

~ di lacasadeldoganiere su 16 Febbraio 2009.

6 Risposte to “Per il testamento biologico”

  1. per la libertà individuale e consapevole

  2. assolutamente d’accordo..che almeno la morte sia dignitosa

  3. Grazie per questa iniziativa. Ci voleva.

  4. Apprezzo tutte le iniziative che creano movimento e momenti di riflessione su questo tema. Che aiutino quindi a scegliere. Al tempo stesso mi chiedo perché ne sorgano tante, e non siano connesse… in questi giorni sto muovendomi anche su Facebook, sto ricevendo inviti… la sensazione è che ci sia una dispersione, su cui poi “chi conta”… conta! Nel senso che non si riesce a diventare un movimento coeso e nel frattempo le leggi vanno avanti senza tener conto della nostra opinione. La mia è solo una riflessione, mi chiedo e vi chiedo come potremmo fare a riunire in un unico grande fiume tutti questi rivoli. Ciao!

  5. Pensavo anch’io la stessa cosa. Sembra non si riesca più a dar valore ai bisogni collettivi, alla comunità.
    Ma, come vedi, anche i fili dispersi, prima o poi si annodano tra loro.

  6. sono d’accordissimo con l’iniziativa

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